Ugo Foscolo, nel corso della sua vita fu sempre fedele ad alcuni ideali, tra cui come l'amore per la patria, la libertà, la bellezza femminile, l'amicizia. Questi ideali furono come una religione per lui che li chiamò "illusioni", dando a questa parola il valore non di inganno ma di vera esigenza dello spirito.
La più grande illusione è la gloria (ansia si superare la morte lasciando un ricordo di sé); infatti non credendo F. nell'immortalità dell'anima, riconosce che solo attraverso la gloria l'uomo può lasciare un ricordo di sé, ciò che è immortale sono dunque le azioni dell'uomo.
Quale valore hanno le illusioni nel pensiero di Foscolo e in particolare nelle ultime lettere di Jacopo Ortis?
In questo testo, quindi, viene sottolineata l'importanza del ruolo di tutte le illusioni, che sono indispensabili all'uomo per non farlo vivere eternamente nella tristezza e nel dolore, ma soprattutto per impedirgli di rassegnarsi alla noia e all'inerzia.
Foscolo con la ragione si rende conto che le Illusioni, come la Tomba, l'Amore, la Bellezza, la Poesia, l'Amicizia, non esistono realmente, ma con il cuore sente che l'uomo non può fare a meno per vivere e per superare le tragedie, le miserie e le ingiustizie della vita, di credere in queste Illusioni.
Foscolo aderisce alle teorie illuministiche di Hobbes ed al sensismo di Condillac, sostiene il razionalismo e, perciò, si definisce ateo. Sostiene che il mondo e la razza umana attraversino una fase ciclica che dalla nascita porta alla distruzione della materia.