Domanda di: Furio Sala | Ultimo aggiornamento: 15 dicembre 2023 Valutazione: 4.8/5
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Per diagnosticarla è necessario rivolgersi a un medico, in base ai sintomi che il paziente stesso riscontra. Per prima cosa chi ha l'asma avverte difficoltà respiratoria, dispnea, respiro sibilante, senso di costrizione toracica e tosse. Questi sintomi variano nel tempo e nell'intensità.
Questa infiammazione delle vie respiratorie provoca un restringimento dei bronchi (broncospasmo) e un “gonfiore” delle loro pareti; i sintomi sono la tosse, il fischio dell'aria che esce a fatica dai polmoni (sibilo espiratorio), l'affanno, il respiro corto e frequente.
Si tratta di un segnale piuttosto variabile: può persistere oppure comparire solo in alcuni momenti. Può essere accompagnata da numerosi starnuti o dalla sensazione di avere il naso chiuso; respiro sibilante, in alcuni casi affannoso: senso di oppressione e soffocamento nei casi più gravi.
Che differenza c'è tra asma allergica e asma bronchiale?
Infatti, queste due condizioni non sono altro che una variante della medesima patologia, l'asma, ma la differenza è da individuare semplicemente nel cosiddetto “trigger”, ovvero in ciò che provoca l'infiammazione delle vie respiratorie.
I farmaci più efficaci sono: corticosteroidi inalatori (beclometasone, budesonide, flunisolide, fluticasone, mometasone), cromoni (sodionedocromile, sodiocromoglicato), antileucotrienici per la loro capacità di inibire i mediatori flogogeni e inducenti lo spasmo bronchiale.