Domanda di: Leone Guerra | Ultimo aggiornamento: 5 dicembre 2023 Valutazione: 4.8/5
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Sotto Traiano l'Impero romano raggiunse la sua massima estensione territoriale (5 milioni di chilometri quadrati), grazie alle conquiste di Armenia, Assiria e Mesopotamia, ma anche dei territori della Dacia e del regno di Nabatea (Arabia Petrea).
Sconfitto il temibile re Decebalo, la Dacia divenne una nuova provincia romana, che comprendeva anche importanti distretti auriferi nei Carpazi. Nello stesso tempo Traiano conquistò in Oriente il regno degli Arabi Nabatei, con le loro capitali Petra e Bostra, che divenne la nuova provincia romana di Arabia.
L'espansione territoriale di Roma proseguì sotto i regni di Traiano (98-117), Adriano (117-138) e la dinastia dei Severi (193-235), quando vennero annesse la Britannia, la Mauretania, la Germania superiore, la Dacia, la Tracia, la Licia, la Cappadocia, l'Arabia Petraea, l'Armenia e la Mesopotamia.
Quali furono i territori abbandonati dopo la morte di Traiano?
Con la morte di Traiano tutti i territori orientali occupati ad est dell'Eufrate, fino al golfo persico (comprese le nuove provincie di Mesopotamia ed Assiria, oltre a quella d'Armenia), furono abbandonati dal successore Adriano.
fece costruire o ammodernare i porti di Ancona, Ostia, Civitavecchia; costruì una importante strada che collegava il Ponto Eusino fino alla Gallia; creò una ramificazione della Via Appia unendo le città di Benevento e di Brindisi; a Roma fece costruire il foro traiano e i mercati traianei.