Che ti fa o che ti faccia?

Domanda di: Dott. Shaira Testa  |  Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2026
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Entrambe le forme possono essere corrette a seconda del contesto grammaticale. "Che ti faccia" richiede il congiuntivo (presente) dopo verbi di volontà, dubbio o opinione (es: "voglio che ti faccia bene"). "Che ti fa" utilizza l'indicativo e si usa spesso nelle interrogative indirette o dopo verbi che esprimono certezza.

Che facesse o che faccia?

RISPOSTA: Sono corrette entrambe. A rigore, secondo la consecutio temporum, sarebbe migliore “Se io volessi che tu lo faccia”, dal momento che si suppone che il rapporto tra l'azione del volere e quella del fare sia di contemporaneità nel presente.

Che facciano o che faccino?

L'unico dubbietto – che in realtà è una possibilità, quindi un elemento positivo – può stare in fanno/facciano, sì, ma è poca cosa: la scelta è facoltativa, in una interrogativa indiretta. Se usiamo fanno siamo tranquillamente ordinari; se usiamo facciano innalziamo leggermente lo stile del discorso.

Qual è la forma perfetta?

L'ellisse è la forma geometrica perfetta per eccellenza (la si trova anche nello spazio nella traiettoria dei pianeti), è la migliore forma per caricare energia, ma non è l'unica, in natura troviamo moltissime forme perfette.

Si dice Facci o faccia?

"Facci" e "faccia" sono entrambe forme corrette del verbo "fare", ma si usano in contesti diversi: "faccia" è il congiuntivo presente (es. che lui faccia) e l'imperativo di terza persona (es. che lei faccia), mentre "facci" è usato nel verbo riflessivo "farsi" (es. ci facciamo, mi faccia) e in alcuni dialetti, ma è meno comune nell'italiano standard rispetto a "faccia" per il congiuntivo.

CAPAREZZA - TI FA STARE BENE