Laura Santi era affetta da una sclerosi multipla in forma progressiva e avanzata (talvolta indicata come primaria o secondaria progressiva nella sua fase finale). Diagnosticata nel 1996 a 21 anni, la malattia ha avuto un decorso neurodegenerativo, peggiorando drasticamente nell'ultimo anno, rendendola tetraplegica e insostenibile.
Laura Santi, consigliera generale dell'Associazione Luca Coscioni, nata nel 1975, affetta da oltre 25 anni da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla, che ha iniziato il suo decorso progressivo nel 2014, fino ad arrivare alla forma attuale.
Chi ha la sclerosi multipla finisce per forza in sedia a rotelle.?
Prognosi della sclerosi multipla
Alcuni pazienti con SM primaria progressiva possono peggiorare più rapidamente. Ciononostante, circa il 75% delle persone con sclerosi multipla non ha bisogno di una sedia a rotelle nell'arco della vita e per il 40% non c'è interruzione delle attività.
Quanto vive in media un malato di sclerosi multipla?
L'aspettativa di vita per chi ha la sclerosi multipla (SM) è notevolmente migliorata e si è ridotta di pochi anni rispetto alla popolazione generale (circa 5-10), grazie alle terapie moderne, che rallentano la progressione della malattia, e a una migliore gestione delle complicanze, permettendo a molti di vivere una vita piena e attiva, sebbene variabile in base alla forma e alla gravità individuale. La SM non è una malattia mortale, ma le complicanze possono ridurne l'aspettativa.
fatica. Può comparire già nelle prime fasi di malattia come una sensazione di stanchezza estrema o spossatezza, non correlabile all'attività fisica. La fatica interferisce con le attività fisiche e mentali della persona con sclerosi multipla, contribuendo a peggiorare le difficoltà già presenti.