Che venga o che sia?
"Che venga" (verbo venire) e "che sia" (verbo essere) sono forme del congiuntivo presente, usate in frasi subordinate per esprimere desiderio, dubbio, speranza, emozione o volontà (es. Spero che tu venga / Sono contento che sia qui). Il congiuntivo presente si usa principalmente quando la reggente è al presente o futuro (voglio che sia).
Che viene o che venga?
La variante vorrei che venga in astratto è corretta, ma è di fatto giudicata decisamente trascurata. Coerentemente, per l'anteriorità alla costruzione immaginerei che lui venisse / sia venuto / fosse venuto corrisponde il solo vorrei che lui fosse venuto.
Quando va il congiuntivo dopo il che?
Il congiuntivo dopo il "che" si usa principalmente per esprimere opinione, dubbio, desiderio, incertezza, valutazione, possibilità o necessità nella frase subordinata, specialmente dopo verbi come credere, pensare, dubitare, sperare, volere, essere contento/triste, sembrare, etc., introducendo un elemento soggettivo o una supposizione, mentre l'indicativo si usa per fatti certi e oggettivi ("so che"). Si usa anche con alcune congiunzioni subordinanti specifiche (es. benché, affinché, prima che).
Che fosse o che sia?
vorrei che tu fossi
e non: vorrei che tu sia. Riassumendo: si dice voglio che sia, ma vorrei che fosse, come cantava Mina.
Come usare sia e che?
La forma più corretta è “sia… sia” (“è sia buono sia bello”), perché si tratta della ripetizione della stessa congiunzione correlativa, che non ha ragione di essere sostituita da “che” nel secondo elemento (ciò vale per tutti i costrutti che si ripetono due volte: a poco a poco, a mano a mano…).
Trovate 36 domande correlate
Si dice che è o si dice che sia?
Si dice penso che sia (congiuntivo) o penso che è (indicativo)? Si può dire in tutti e due i modi.
Si dice se sia o se fosse?
"Se sia" (congiuntivo presente) e "se fosse" (congiuntivo imperfetto) si usano in contesti diversi: "se sia" è più comune e formale per esprimere ipotesi o possibilità presenti/future ("Vorrei sapere se sia possibile"), mentre "se fosse" si usa soprattutto dopo verbi al condizionale (come "vorrei", "spererei") o per indicare un'ipotesi più lontana nel tempo o più incerta ("Vorrei che fosse" per un desiderio attuale ma meno concreto, o "se fosse" per una situazione passata ipotetica).
Come non sbagliare mai i congiuntivi?
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
Come si dice vorrei che sia o vorrei che fosse?
Avete detto che i verbi che esprimono un desiderio o una volontà, al condizionale, esigono l'uso del congiuntivo imperfetto. Quindi la frase corretta è: "vorrei che fosse/fosse stato Giovanni a venire con noi".
Che verbo mettere dopo il che?
Una volta il che causale era scritto con l'accento in quanto aferesi di perché: Vieni vicino ché voglio vederti meglio. 2) Proposizione finale con il verbo al congiuntivo: Ha insistito molto che salissi.
Che ti è piaciuto o che ti sia piaciuto?
Sono felice che il regalo ti sia piaciuto." dovesse usare l'indicativo: Sono felice che ti è piaciuto. Sono felice per il fatto che ti è piaciuto.
Quando si usa venga?
(o a volte, più semplicemente, ¡Venga!) è una maniera per esprimere sorpresa o incredulità.
Quando si usa il verbo sia?
sia equivale alla coordinazione con e, quindi sia l'indicativo sia il congiuntivo equivale a l'indicativo e il congiuntivo. Ne consegue che il verbo deve essere coniugato al plurale, qualunque sia la sua posizione rispetto al soggetto.
Quanti italiani sbagliano il congiuntivo?
Anche il congiuntivo rappresenta una criticità: il 56% degli intervistati lo impiega in modo errato, come nel caso della frase “L'importante è che hai superato l'esame”, che richiederebbe “L'importante è che tu abbia superato l'esame”.
Che vi siate o che vi siete?
Nel dubbio, ricorda: con l'espressione essere + aggettivo + che serve il congiuntivo! ✅ “Sono contenta che vi siate divertiti alla mia festa.” ❌ Non “sono contenta che vi siete divertiti…”
Che lo sia o che lo fosse?
Direi che sia un fatto di tempi (sia verbali che cronologici): “che sia brutto” = lo è sempre; “che fosse brutto” = lo era allora, quando ne parlammo.
È corretto dire se fosse possibile?
In questo tipo di proposizione si può usare il congiuntivo (quindi se fosse possibile), che è, anzi, la variante più formale, ma anche l'indicativo (se è possibile) e il condizionale, che serve ad attenuare la perentorietà della richiesta, rendendola più cortese.
Come non sbagliare il congiuntivo?
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
È corretto dire sia che?
Sì, si può dire sia "sia... sia" che "sia... che", ma la forma più corretta, elegante e preferibile in italiano formale è "sia... sia", perché crea una correlazione più simmetrica e non rischia confusione, mentre "sia... che" è ormai accettata nell'uso comune ma da evitare in contesti formali per la sua potenziale ambiguità e ripetizione di "che".
Sono convinto che è o che sia?
Il congiuntivo non è solo il modo dell'eventualità, ma anche quello della soggettività, pertanto se il verbo reggente non è impersonale è sempre preferibile l'uso del congiuntivo. “Sono convinto (sicuro) che tu sia nel giusto”, “é certo che Paolo ha detto...”.
Che tu sii o che tu sia?
"Sii" è la seconda persona dell'imperativo di essere. "Sia" è il congiuntivo presente della prima, seconda e terza persona di "essere". Poiché l'imperativo ha solo la seconda persona singolare e la seconda persona plurale, usiamo il congiuntivo per dare ordini alle altre persone.
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