Che venga o che sia?

Domanda di: Ing. Loretta Damico  |  Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2026
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"Che venga" (verbo venire) e "che sia" (verbo essere) sono forme del congiuntivo presente, usate in frasi subordinate per esprimere desiderio, dubbio, speranza, emozione o volontà (es. Spero che tu venga / Sono contento che sia qui). Il congiuntivo presente si usa principalmente quando la reggente è al presente o futuro (voglio che sia).

Che viene o che venga?

La variante vorrei che venga in astratto è corretta, ma è di fatto giudicata decisamente trascurata. Coerentemente, per l'anteriorità alla costruzione immaginerei che lui venisse / sia venuto / fosse venuto corrisponde il solo vorrei che lui fosse venuto.

Quando va il congiuntivo dopo il che?

Il congiuntivo dopo il "che" si usa principalmente per esprimere opinione, dubbio, desiderio, incertezza, valutazione, possibilità o necessità nella frase subordinata, specialmente dopo verbi come credere, pensare, dubitare, sperare, volere, essere contento/triste, sembrare, etc., introducendo un elemento soggettivo o una supposizione, mentre l'indicativo si usa per fatti certi e oggettivi ("so che"). Si usa anche con alcune congiunzioni subordinanti specifiche (es. benché, affinché, prima che).

Che fosse o che sia?

vorrei che tu fossi

e non: vorrei che tu sia. Riassumendo: si dice voglio che sia, ma vorrei che fosse, come cantava Mina.

Come usare sia e che?

La forma più corretta è “sia… sia” (“è sia buono sia bello”), perché si tratta della ripetizione della stessa congiunzione correlativa, che non ha ragione di essere sostituita da “che” nel secondo elemento (ciò vale per tutti i costrutti che si ripetono due volte: a poco a poco, a mano a mano…).

Gigliola Cinquetti - Non Ho L'Età - Eurovision Song Contest Winner 1964 (original performance)