Domanda di: Dr. Damiana Morelli | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2026 Valutazione: 4.3/5
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Dopo il "che" in italiano si usa prevalentemente il congiuntivo per esprimere opinioni, dubbi, desideri o stati d'animo (es. penso che sia), oppure l'indicativo per affermazioni certe e oggettive (es. so che è). La scelta dipende dal verbo precedente e dal contesto.
Tutte le frasi completive sono aperte dalla congiunzione che, seguita dal verbo all'indicativo (che è il modo più usato), al congiuntivo o al condizionale (che è il modo più raro). La scelta tra indicativo e congiuntivo in queste frasi dipende dal tipo di verbo o di espressione che precede la congiunzione che.
se vuoi esprimere un'azione avvenuta sempre nel presente, devi usare il presente congiuntivo (contemporaneità) se vuoi esprimere un'azione che deve ancora avvenire, devi usare il futuro semplice indicativo (posteriorità), poiché il congiuntivo manca di un tempo futuro!
Il congiuntivo è infatti obbligatorio con congiunzioni complesse quali «nel caso che», «nel caso in cui», «qualora», «sempre che», «a condizione che», «ammesso che», «purché», frequenti nel linguaggio burocratico per quel tocco di ricercatezza che sanno dare alla pagina.
1) Funzione anaforica: rinvia a un elemento nominale collocato subito prima, detto antecedente. 2) Funzione sintattica: introduce una proposizione dipendente, detta appunto relativa. 1) soggetto: La squadra che ha vinto più campionati del mondo è il Brasile.