Domanda di: Gregorio Longo | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2026 Valutazione: 4.5/5
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L'Italia e l'UE hanno drasticamente ridotto la dipendenza dal gas russo, scesa sotto il 5% in Italia nel 2024 e destinata all'azzeramento definitivo entro il 2027 (GNL entro fine 2026). La resistenza è garantita da maggiori importazioni di GNL, stoccaggi pieni e diversificazione delle fonti, rendendo il sistema in grado di sopportare il distacco.
Nell'ultimo anno l'Ue ha importato gas e petrolio dalla Russia per oltre 19 miliardi di euro. All'indomani dell'invasione dell'Ucraina, nel 2022, l'Unione europea ha votato una serie di sanzioni a carico di Mosca e posto un embargo a petrolio e gas provenienti dalla Russia.
Tale riduzione è stata possibile soprattutto grazie a un forte aumento delle importazioni di GNL e a una riduzione generale del consumo di gas nell'UE. Il grafico che segue mostra il volume di gas importato dall'UE in miliardi di metri cubi.
Dopo l'invasione dell'Ucraina e le conseguenti tensioni geopolitiche, l'Italia ha progressivamente ridotto la dipendenza dal gas russo, fino a scendere sotto il 5% nel 2024.
Il dossier sull'import di energia dalla Russia, secondo Palazzo Berlaymont, coinvolge ancora complessivamente 8 Paesi membri. Non solo Ungheria e Slovacchia, soprattutto per il greggio, quindi, ma anche Grecia, Francia, Belgio, Olanda, Portogallo e Spagna.