Che voi veniate o che voi veniste?

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Entrambe le forme del verbo venire sono corrette, ma si usano in tempi diversi: "che voi veniate" è il congiuntivo presente (desiderio o dubbio attuale), mentre "che voi veniste" è il congiuntivo imperfetto (desiderio o ipotesi nel passato o condizionale).

Che venissi o che venivi?

L'errore non ha età. Non c'è errore, però, in questa frase, in cui la consecuzione di modi e tempi verbali è correttissima. Quel “venissi” può essere la prima o la seconda persona singolare del congiuntivo imperfetto del verbo venire.

Quando si usa il congiuntivo dopo il che?

Il "che" richiede il congiuntivo quando introduce una frase subordinata che esprime dubbio, desiderio, volontà, opinione, incertezza, speranza, timore, o in espressioni impersonali (es. "sembra che") e con superlativi relativi, indicando soggettività; se invece esprime un fatto certo, si usa l'indicativo (es. "so che sei qui").

Che verbo mettere dopo il che?

Una volta il che causale era scritto con l'accento in quanto aferesi di perché: Vieni vicino ché voglio vederti meglio. 2) Proposizione finale con il verbo al congiuntivo: Ha insistito molto che salissi.

Come non sbagliare mai i congiuntivi?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

19. Learn Italian Intermediate (B1): I pronomi relativi 'che' e 'cui' (+ preposizioni)

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Che ti venga o che ti venisse?

A immaginerei che venga, quindi, corrisponde vorrei che venisse. La variante vorrei che venga in astratto è corretta, ma è di fatto giudicata decisamente trascurata. Coerentemente, per l'anteriorità alla costruzione immaginerei che lui venisse / sia venuto / fosse venuto corrisponde il solo vorrei che lui fosse venuto.

Quando si usa l'imperfetto e quando il congiuntivo?

Uso del congiuntivo imperfetto nella frase principale

l'uso tempo imperfetto indica irrealtà, in opposizione al congiuntivo presente (che tu possa riuscire!), il quale indica una possibilità.

Come si dice sarei voluta venire o avrei voluto venire?

E allora, quale di queste due frasi è corretta, o almeno la più corretta? “Ieri avrei voluto venire da te” / “Ieri sarei voluto venire da te”. RISPOSTA: Entrambe le frasi sono corrette e sullo stesso piano di correttezza: la scelta tra le due, pertanto, è legata al gusto personale.

Che vengano o che vengono?

La forma corretta è vengano.

Come si coniuga il congiuntivo imperfetto?

Forma. Il congiuntivo imperfetto si forma cancellando “-re” dell'infinito e ponendo “—ssi/--sse,” ecc.

Qual è la forma passiva del verbo "venire"?

1 – VENIRE nella forma passiva

In italiano, la forma passiva è costituita dal verbo ESSERE (coniugato al modo e al tempo opportuni) + il participio passato del verbo che indica l'azione: Le esibizioni saranno valutate dai giudici. Il libro è stato scritto da Mattia.

Come capire se è congiuntivo o condizionale?

Innanzitutto, bisogna tenere a mente questa sfumatura di significato: usiamo il congiuntivo quando vogliamo esprimere un'azione che indica un evento non sicuro, ossia possibile. Il condizionale, invece, quando parliamo di un'azione che è sì incerta, ma che sicuramente accadrà in presenza di una determinata condizione.

Venite o veniate?

vegnamo], veniate [ant. vegnate], vèngano [ant. o poet. vègnano]; imperat. vièni, venite; fut.

Quando non si usa il congiuntivo?

Non si usa il congiuntivo quando il soggetto della principale e della subordinata è lo stesso (si usa l'infinito), con verbi di certezza (sapere, essere sicuro che), con espressioni di realtà (secondo me, probabilmente, poiché, siccome, dopo che), e con verbi dichiarativi o di percezione (dire, affermare, vedere, accorgersi) quando esprimono fatti oggettivi, usando l'indicativo per indicare certezza o realtà. 

Che poteva o che potesse?

“Poter dormire accanto a te è una delle cose più belle che la vita poteva regalarmi”. In questa frase é corretto utilizzare la forma poteva, si deve usare la forma potesse, o sono corrette entrambe? RISPOSTA: L'indicativo non è scorretto, ma è più informale del congiuntivo, che è la variante standard.

Che tu venissi o che tu venga?

In linea di massima, secondo la consecutio temporum il congiuntivo imperfetto indica la contemporaneità nel passato “Mi avrebbe fatto piacere che tu venissi”; nel periodo ipotetico, invece, indica un evento ancora realizzabile, quindi legato al presente: “Mi farebbe piacere se tu venissi” (= è ancora possibile che tu ...

Come si fa a non sbagliare i congiuntivi?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

Quanti italiani sbagliano il congiuntivo?

Anche il congiuntivo rappresenta una criticità: il 56% degli intervistati lo impiega in modo errato, come nel caso della frase “L'importante è che hai superato l'esame”, che richiederebbe “L'importante è che tu abbia superato l'esame”.

Che vi siate o che vi siete?

Nel dubbio, ricorda: con l'espressione essere + aggettivo + che serve il congiuntivo! ✅ “Sono contenta che vi siate divertiti alla mia festa.” ❌ Non “sono contenta che vi siete divertiti…”

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