Domanda di: Giordano Villa | Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026 Valutazione: 4.2/5
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Nella Divina Commedia, Dante Alighieri descrive l'Inferno come una voragine a forma di imbuto creata dalla caduta di Lucifero, scacciato dal Paradiso e conficcatosi al centro della Terra. Secondo la visione teologica dantesca, l'Inferno è stato creato dalla Giustizia Divina per la punizione eterna dei dannati.
L'inferno non è stato creato per gli uomini, è stato preparato per la punizione eterna di Satana e dei suoi angeli scacciati dal cielo a causa della loro ribellione (Matteo 25:41; Apocalisse 20:10).
Durante il Medioevo la concezione di "Inferno" è stata esposta, spiegata e mostrata nella prima cantica dell'opera di Dante Alighieri, la "Divina Commedia". Infatti, l'Inferno di Dante è l'espressione di tutta la dottrina teologica e filosofica del Cristianesimo riguardo al luogo di soggiorno degli ingiusti.
L'Inferno, primo regno attraversato dal poeta e dal fido Virgilio, è concepito da Dante come un grosso imbuto a forma di pozzo scosceso, creatosi - secondo la tradizione - dall'angelo caduto Lucifero che, precipitando sulla Terra e conficcandovisi al centro, avrebbe generato la voragine.
«Mendace e omicida fin dal principio» viene definito Satana da Gesù. Nella Bibbia l'Inferno è presentato come una condizione eterna che spetta alle anime empie, dove si soffre sensibilmente e in cui l'anima dannata è esclusa dalla comunione con Dio.