Domanda di: Dr. Trevis Rossi | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Essa trae le sue origini dall'avvenimento occorso a Canossa nel rigido inverno del 1077, allorquando l'imperatore Enrico IV
Enrico IV
Enrico IV di Franconia (Goslar, 11 novembre 1050 – Liegi, 7 agosto 1106) fu co-re dal 1053, dal 1056 re dei Romani e imperatore romano dal 1084 fino alla sua abdicazione da parte del figlio Enrico del 31 dicembre 1105 ad Ingelheim. Enrico fu l'ultimo re del medioevo romano-germanico ad ascendere al trono da minorenne.
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attese per tre giorni e tre notti, scalzo e vestito solo di un saio, prima di essere ricevuto e perdonato dal papa Gregorio VII, con l'intercessione di Matilde di Canossa.
Entrato in conflitto con papa Gregorio VII e dato avvio alla lotta per le investiture (dal 1076), fu scomunicato; costretto a riconciliarsi, nel 1077 si recò a Canossa per chiedere perdono al papa.
Enrico sconfisse due volte il rivale in battaglia e Gregorio VII il 7 marzo 1080 lo scomunicò nuovamente con l'accusa di non aver rispettato i patti di Canossa e di aver impedito lo svolgimento dell'assemblea ad Augusta.
Perché si dice "andare a Canossa"? Questo modo di dire è utilizzato quando, nel riconoscere un errore, si ritorna sui propri passi, anche con umiliazione. Tutto nasce da un noto fatto storico avvenuto a Canossa nel 1077: l'atto di pentimento dell'imperatore Enrico IV.
Una breve animazione ricostruisce la vicenda che è all'origine del detto "andare a Canossa", espressione che indica l'accettazione di un'umiliazione provocata da un proprio errore e la richiesta del perdono.