Domanda di: Sig.ra Marieva De Santis | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2026 Valutazione: 4.2/5
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La bradicardia fisiologica, con una frequenza cardiaca a riposo tra 50 e 70 battiti al minuto (o inferiore negli atleti), è spesso associata a una maggiore longevità e una migliore salute cardiovascolare. Un cuore che batte più lentamente è più efficiente, ha fasi di riposo più lunghe (diastole) e migliora l'ossigenazione. Tuttavia, è fondamentale distinguere questa condizione (bradicardia sinusale) dalla bradicardia patologica, che può essere rischiosa.
Chi ha i battiti bassi vive di più? È stato osservato che gli atleti o le persone con una frequenza cardiaca a riposo tra 50 e 70 battiti al minuto tendono ad avere una minore incidenza di malattie cardiovascolari.
Quanti battiti cardiaci aveva Fausto Coppi a riposo?
Un esempio illustre di bradicardia ci arriva scomodando un grande dello sport, il ciclista Fausto Coppi. “Aveva 30 battiti al minuto in condizione di riposo - racconta lo specialista -, ma stava benissimo e vinceva moltissime corse.
Complicanze. Una grave bradicardia patologica può dare luogo a complicanze severe, come insufficienza renale, pressione bassa, edema polmonare, abbassamento della temperatura corporea (ipotermia), pallore e cianosi, stati di incoscienza e coma, arresto del cuore e morte.
Le evidenze scientifiche trovano conferma nei successi di alcuni grandi sportivi. Monaco, 31 agosto – Alex Schawazer: oro olimpico nei 50 km di marcia, 24 anni, 28 battiti al minuto. “Tutta la mia famiglia presenta una frequenza cardiaca piuttosto bassa – spiega il campione –.