Il fondatore riconosciuto della bioetica nel senso moderno del termine è l'oncologo statunitense Van Rensselaer Potter, che coniò il neologismo nei primi anni '70 per definire una "scienza della sopravvivenza" che unisse cultura umanistica e scientifica. Tuttavia, il primo uso documentato del termine "Bio-Ethik" risale a Fritz Jahr nel 1927.
La Bioetica nasce come neologismo e come disciplina negli USA nel 1970, grazie ad una felice intuizione dell'oncologo Van Rensselaer Potter, in un articolo dal titolo “ The science of survival” .
Il bioeticista è un professionista della mediazione culturale: il suo compito è quello di rendere accettabili e sicure, a livello sociale, le innovazioni introdotte dalla scienza, tenendo conto delle diverse sensibilità in gioco.
La bioetica è un'etica applicata, quindi coincide con quelle ricerche etiche interessate alla soluzione di questioni morali specifiche: etica ambientale, etica animale, neuroetica, roboetica, etica degli affari…….
Childress nella celebre opera Principles of Biomedical Ethics (1979)6 quattro principi fondamentali: i principi di autonomia (autodeterminazione), di beneficenza (il maggior bene del paziente), di non maleficenza (non infliggere danno), di giustizia (l'equa distribuzione di benefici e obblighi nella società).