Domanda di: Dr. Isabel Carbone | Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2026 Valutazione: 4.2/5
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Il "padre del vino" è una figura che varia tra mitologia e storia moderna: Dioniso (o Bacco) è il dio greco/romano dell'ebbrezza e della vite, mentre Giacomo Tachis è considerato il padre nobile o del rinascimento dell'enologia italiana moderna.
Secondo le testimonianze bibliche, l'inventore del vino è Noè che, dopo il Diluvio Universale, avendo trovato uno dei rami che Adamo aveva sottratto dal paradiso terrestre, piantò la prima vite e, trovati deliziosi i frutti, imparò a coltivarla sistematicamente e a ricavare il vino dai suoi grappoli.
Per Catone il vecchio (234–149 a.C.), al quale viene attribuito il detto «l'ozio è il padre dei vizi», l'otium, che non va confuso con la inertia, ossia l'assenza di ogni ars e neppure con la desidia, ossia lo "star sempre seduti", è la migliore espressione delle antiche virtù romane, l'operosità in primo luogo, ...
L'archeologia, dunque, ci dice che la birra è ben più antica anche del vino e diventa una bevanda amata e ampiamente commercializzata grazie ai Sumeri, ma anche ai Babilonesi e agli Egizi, primi esportatori di questo nettare in Grecia.
Bacco (chiamato dai Greci Dioniso) è il dio del vino e dei misteri. È il simbolo dell'ebbrezza, della sensualità e del vitalismo più sfrenato, quale si manifesta nei riti orgiastici in suo onore; ma è anche il dio che assicura ai 'puri', ai fedeli iniziati al suo culto segreto, una sorte beata nell'aldilà.