I poteri delle streghe erano infatti: trasformarsi, rimpicciolirsi tanto da passare attraverso il buco della serratura, ingigantire, entrare a porta chiusa mutarsi in uccelli rapaci, cagne ringhiose, vecchie arcigne, bellissime ragazze, nubi di fumo, fiammelle.
«Da cos'altro si può riconoscere una strega?» «Osserva bene le narici» disse la nonna. «Le streghe hanno le narici un po' più grandi del normale, con il bordo roseo e leggermente incurvato, come quello di certe conchiglie». «E perché hanno le narici così grandi?» chiesi. «Per annusarti meglio.
Purtroppo anche il protagonista è costretto con la forza a bere la pozione e così si trasforma in topo. Il cuore, l'intelligenza e la parola restano ancora quelli di sempre. Nelle sue nuove avventure il protagonista conosce un altro bambino-topo di nome Bruno.
L'origine della stregoneria nella sua accezione antropologica, è molto antico, risalirebbe alla Preistoria, quando veniva utilizzata dai primi "stregoni/sciamani" per far prosperare la comunità, per donare fertilità alle coltivazioni, per avere una cacciagione ricca e altri scopi sociali.