Solone (Atene, 638 a.C. circa – 558 a.C. circa) è stato un celebre politico, legislatore e poeta ateniese, considerato uno dei Sette Sapienti della Grecia. Eletto arconte nel 594-593 a.C., fu nominato mediatore (diallaktés) per risolvere le gravi tensioni sociali, attuando riforme strutturali come la seisachtheia (cancellazione dei debiti e abolizione della schiavitù per debiti) e una costituzione timocratica basata sul censo.
Tale termine è "Solone" o "Solonico", nell'accezione negativa che si riferisce a qualcuno che pretende di avere in tasca le soluzioni a tutti i problemi; sui dizionari ho trovato un significato più ampio: "persona saccente e moralista".
Con la riforma di Solone, il ceto dei piccoli contadini risultò rafforzato, perché fu abolita la schiavitù per debiti. Gli arconti erano magistrati che avevano nelle loro mani l'amministrazione della città.
Tra le riforme legislative e costituzionali che si attribuiscono a Solone, arconte con poteri di diallaktés («conciliatore» o «arbitro» fra le parti coinvolte nello scontro civile), si registra la liberazione del demos (cioè degli strati più umili della popolazione) dalle soperchierie operate a suo danno dall' ...
A capo della repubblica ateniese vi erano "i nove arconti": l'arconte (ἄρχων) o eponimo, il re (βασιλεύς), il polemarco (πολέμαρχος) e i sei tesmoteti (ϑεσμοϑέται in greco antico). Questi ultimi, sebbene compresi coi primi in un'unica espressione collettiva, non avevano con essi alcun vincolo di collegialità.