Una delle nove Muse della mitologia greca è Calliope, considerata la più importante, musa della poesia epica e dell'eloquenza. Figlia di Zeus e Mnemosine, ispirava i poeti con la sua bella voce. Le altre otto sono Clio (storia), Euterpe (musica), Talia (commedia), Melpomene (tragedia), Tersicore (danza), Erato (poesia erotica), Polimnia (canto sacro) e Urania (astronomia).
Tra le M. nominate per iscritto, Calliope è dipinta più spesso di tutte, come la più importante. Seguono con poco scarto, Tersicore e Talia; poi Clio, Urania, Melpomene e Erato, infine Polimnia ed Euterpe.
L'opera raffigurante Melpomene, la musa che presiede alla tragedia, pervenuta al Museo per acquisto sul mercato antiquario nel 1965, fu eseguita da Giovanni Volpato nella tecnica del biscuit, un tipo di porcellana non invetriata creata da un impasto di terre, che danno l'effetto di patina sulla superficie.
Calliope, «dalla bella voce», è la Musa più famosa, protettrice dell'epica e dell'elegia. È la madre di Orfeo, che con la sua lira incanta persino gli elementi della natura. Nel mondo romano le Muse sono assimilate alle Camene, «protettrici del canto», originarie divinità italiche.