Domanda di: Quarto Grasso | Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2023 Valutazione: 4.8/5
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Kobe Bryant: il mio idolo, il "mio capo" e quella foto con lui che ricorderò per sempre. Di Marco Mordente. Ho incontrato Kobe Bryant nell'estate del 2000.
La figura di Pau è legata indissolubilmente a quella di Kobe Bryant, suo compagno di squadra e amico fraterno, al punto che molto spesso lo spagnolo ha presenziato in alcune cerimonie accanto alla famiglia del fuoriclasse scomparso.
Soprannominato "Black Mamba" in onore di un serpente particolarmente pericoloso, nella sua lunga carriera Bryant ha infranto record su record, grazie a un'implacabile fame di vittorie. Negli anni, i principi che hanno alimentato questa fiamma sempre ardente hanno dato forma alla cosiddetta Mamba Mentality.
Kobe diceva che il basket era la cosa che gli piaceva di più e sosteneva che fosse anche questo il segreto del successo, perché quando ti dedichi a qualcosa che ami, lo fai con tutto te stesso, ci metti l'anima e il cuore. Ed è normale che diventi un'ossessione.
Almeno una volta nella vita avrete sentito parlare di “Black Mamba“, soprannome che il nostro protagonista ha scelto in correlazione al rettile tra i più velenosi e pericolosi al mondo.