Domanda di: Ing. Patrizio Caputo | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Paul Verlaine definì Poeti maledetti (Poètes maudits) i poeti, frequentati personalmente, ai quali dedicò nel 1883 l'opera omonima. Essi sono Tristan Corbière, Stéphane Mallarmé, Arthur Rimbaud, Auguste Villiers de L'Isle-Adam, Marceline Desbordes-Valmore e Pauvre Lelian, pseudonimo (e anagramma) dello stesso Verlaine.
Chi sono i poeti maledetti e perche si chiamano così?
Con la raccolta “I fiori del male” Baudelaire apre la stagione dei “poeti maledetti”, così chiamati per la loro vita sregolata, l'uso e l'abuso di alcool e droghe e il rifiuto della morale e del conformismo borghesi. Massimi esponenti di questa nuova generazione furono i francesi Verlaine, Rimbaud e Mallarmé.
Il primo posto senza dubbio va a Vincent Van Gogh, l'artista maledetto per eccellenza, il pittore che tutti conoscono e che probabilmente tutti apprezzano, dagli appassionati dell'arte a chi dell'arte proprio non gliene può importare di meno.
La definizione di poeti maledetti trae origine da un'opera del poeta francese Paul Marie Verlaine (1844-1896), ovvero Les poètes maudit che, pubblicata nella sua prima edizione nel 1884, comprende, oltre ai testi dello stesso Verlaine, alcuni testi dei poeti francesi Arthur Rimbaud (1854-1891), Tristan Corbière (1845- ...
Vivevano a Parigi, una città che più delle altre, all'epoca (siamo nella seconda metà del XIX secolo), offriva distrazioni e quant'altro in ogni angolo della strada, soprattutto a Montmartre. Erano poeti assoluti per l'immaginazione e nell'espressione.