Sulla rivista Addiction, gli studiosi rivelano un dato scomodo per gli amanti delle “bionde”: chi è abituato a fumare un pacchetto al giorno ha almeno 7,5 punti in meno di quoziente intellettivo rispetto ai non fumatori. E più si consumano sigarette, più questo quoziente si abbassa.
RAPPORTO INVERSAMENTE PROPORZIONALE – Sottoponendo i ragazzi a un test di misurazione del QI è emerso che i non fumatori avevano un punteggio medio di 101, mentre i fumatori avevano in media sette punti in meno, ovvero 94 (in una persona mentalmente sana il valore del QI oscilla tra 84 e 116).
«Il tabagismo è associato a un aumentato rischio suicidario e all'incremento della prevalenza di tutti i disturbi psichiatrici - aggiunge lo specialista -. I pazienti che smettono di fumare mostrano un miglioramento della qualità della vita e dei sintomi legati ad ansia e depressione».
Secondo una nuova ricerca pubblicata su Evolutionary Psychology, i giovani maschi che fumano e bevono risultano più attraenti agli occhi delle donne come partner per una relazione a breve termine, a causa dei loro comportamenti “a rischio”.
Il fumo combatte la perdita di efficienza che si verifica nell'esecuzione di lavori monotoni e ripetitivi. Insomma, secondo Whitby, il fumo calma gli ansiosi, stimola i depressi, aumenta la capacità di sopportare il dolore, aiuta contro l'obesità, favorisce l'attività intellettuale e può persino allungare la vita.