Il primo sistema pensionistico moderno fu creato dal cancelliere prussiano/tedesco Otto von Bismarck tra il 1881 e il 1889. Questo modello contributivo, ideato per garantire una vecchiaia ai lavoratori, ha influenzato i sistemi previdenziali in tutta Europa. In Italia, la previdenza sociale iniziò nel 1898 con la Cassa Nazionale per la invalidità e la vecchiaia.
Il primo sistema di garanzie pensionistiche, destinato ai soli impiegati pubblici e ai militari, risale al 1895, del quarto governo Crispi. Esso fu esteso, dai governi Pelloux I ed Orlando, ad altre categorie lavorative, ma l'obbligatorietà dell'adesione fu sancita solo dal governo Mussolini nel 1923.
Nel 1919 nacque il sistema della pensione statale per il settore privato, con la fondazione della Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali. Fu anche introdotto uno tra i primi schemi europei di assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria.
L'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) non nasce con Mussolini, ma le sue origini risalgono al 1898 con la Cassa Nazionale di Previdenza per l'invalidità e vecchiaia degli operai (CNAS), poi resa obbligatoria nel 1919 e trasformata in Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale (INFPS) nel 1933 durante il regime fascista, assumendo la denominazione attuale solo nel 1943 e completando il suo assetto con successive riforme.