La frase "Veni, vidi, vici" ("Venni, vidi, vinsi") fu pronunciata da Giulio Cesare, per annunciare la rapidissima vittoria contro Farnace II del Ponto nella battaglia di Zela, il 2 agosto del 47 a.C.. La locuzione, nota per la sua concisione, fu riportata da storici come Plutarco e Svetonio, e sottolinea la facilità e la rapidità dell'impresa militare di Cesare.
Veni, vidi, vici (lett. Venni, vidi, vinsi) è un asindeto con il quale, secondo la tradizione, Gaio Giulio Cesare annunciò una vittoria riportata il 2 agosto del 47 a.C. contro l'esercito di Farnace II del Ponto a Zela, nel Ponto.
Cosa significa la frase "Veni, vidi, vici" in latino?
«venni, vidi, vinsi»). – Parole con le quali, secondo quanto riferiscono Plutarco (Caes. 50, 6) e altri scrittori, Giulio Cesare avrebbe annunciato la fulminea vittoria riportata su Farnace il 2 agosto del 47 a. C.
La frase venne riutilizzata secoli dopo sempre in contesto militare: nel XVII secolo il Re Giovanni III di Polonia, dopo la battaglia di Vienna, disse "Venimus, Vidimus, Deus Vicit", che significa "Siamo venuti, abbiamo visto, Dio ha vinto".
La frase è stata addirittura talvolta associata a Mussolini e al Fascismo, ma in realtà ha tutt'altre origini. Secondo quanto ci viene riportato da Plutarco, la famosissima locuzione la pronunciò Gaio Giulio Cesare in occasione della vittoria a Zela il 2 agosto del 47 a. C.