"Tutto è bene, quel che finisce bene" è una celebre frase e titolo di una commedia teatrale scritta da William Shakespeare tra il 1602 e il 1603. L'opera, ispirata a una novella del Decameron di Giovanni Boccaccio, fa parte delle cosiddette "commedie nere" o problem plays.
Come è il detto "tutto bene, quel che finisce bene"?
La frase è citata in numerose opere ed è diventata un proverbio che significa che non importano i problemi che vi sono stati se poi una situazione si risolve positivamente.
La frase più famosa di Shakespeare è probabilmente «Essere, o non essere, questo è il dilemma» ("To be, or not to be, that is the question") da Amleto, ma altre celeberrime includono "Tutto il mondo è un palcoscenico" (da Come vi piace), "L'amore guarda non con gli occhi ma con l'anima" (da Sogno di una notte di mezza estate), e "Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo?" (da Romeo e Giulietta).
Non esiste un consenso universale, ma il Sonetto 18 ("Shall I compare thee to a summer's day?") è spesso citato come uno dei più belli e celebri, insieme al Sonetto 116 ("Let me not to the marriage of true minds") e al Sonetto 130 ("My mistress' eyes are nothing like the sun"), che offrono diverse prospettive sull'amore, la bellezza e l'immortalità. Il Sonetto 18 celebra la bellezza eterna attraverso la poesia, il 116 definisce l'amore vero e immutabile, mentre il 130 smonta i convenzionali paragoni petrarcheschi.