La civiltà Maya non fu distrutta da un singolo evento, ma subì un declino causato da una combinazione di fattori ambientali e sociali prima del collasso definitivo, avvenuto a causa della conquista spagnola. Le cause principali includono siccità, sovrappopolazione, guerre interne, epidemie (vaiolo) e l'imposizione coloniale, in particolare la distruzione culturale operata da Diego de Landa.
La Chiesa cattolica e i funzionari coloniali spagnoli, in particolare il vescovo Diego de Landa, distrussero tutti i testi maya che trovarono; tuttavia per caso furono ritrovati tre manoscritti superstiti precolombiani risalenti al periodo post-classico.
Negli anni '80 le violenze si intensificarono, fino a culminare nello sterminio della comunità Maya da parte dell'esercito, condotto dal dittatore Efrain Rios Montt.
Gli studiosi hanno applicato alla storia della civiltà maya la generale suddivisione in 3 periodi adottata per tutta l'area mesoamericana: il preclassico o formativo, dal 2000 a.C. al 2° secolo d.C. circa; il classico, tra il 200 e il 900 d.C.; infine il postclassico, durato fino alla conquista spagnola, nel 16° secolo ...
Attualmente esistono trenta popolazioni, comunità o nazioni Maya, che vivono divise negli stati del Belize, del Guatemala, dell'Honduras, de El Salvador e del Messico, e quindi con delle divisioni statali moderne che non coincidono con le divisioni interne delle popolazioni rispetto alla lingua e alla cultura.