Domanda di: Isira Bruno | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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L'ira di Achille
Chiese immediatamente a sua madre Teti di procurargli un'altra armatura e lei incaricò Efesto, dio della metallurgia, di forgiare per l'eroe la più splendida armatura mai costruita.
Achille non aveva più un'armatura. Così il dio Efesto decise di forgiare per lui un'armatura tutta nuova e luccicante. Il valoroso soldato acheo scese in battaglia e compì una strage di soldati troiani. Grazie all'intervento del dio Apollo, i Troiani riuscirono a rientrare all'interno delle mura.
Allora Patroclo, l'amico più caro di Achille, implora l'eroe di lasciarlo rientrare in battaglia per soccorrere gli Achei in difficoltà. L'eroe acconsente e gli presta le sue armi.
Sullo scudo di Achille, forgiato da Efesto, compare la rappresentazione di un processo, descritta dal poeta nella sua forma arcaica ma ben delineata, quale momento nevralgico nella vita della città palaziale della Grecia arcaica, a testimonianza anche storica della centralità dell'attività giudiziaria come fenomeno ...
Delle armi che Efesto si accinge a forgiare per Achille, il poeta descrive, in un lungo excursus di 130 versi, la fabbricazione e decorazione dello scudo, conferendo ad esso un risalto eccezionale, che nessun'altra descrizione di armi, nemmeno di quelle di Agamennone, ha nell'ambito del poema.