Il diabete non dà diritto automatico alla pensione anticipata, ma può consentirlo tramite il riconoscimento di un'invalidità civile, specialmente se superiore all'80%, che permette l'accesso alla Pensione di Vecchiaia Anticipata (a 60 anni e 7 mesi per uomini e 55 e 7 mesi per donne, con 20 anni di contributi) o ad altre agevolazioni come l'Ape Sociale o i contributi figurativi (se l'invalidità è almeno del 74%). È necessario un iter medico-INPS per accertare il grado di invalidità e le relative condizioni previdenziali.
Se la persona con diabete ha un'invalidità almeno del 74%, può accedere ad altri benefici come la pensione anticipata precoce che permette di andare in pensione con 41 anni di contributi, se ci sono 12 mesi di contributi effettivi prima dei 19 anni di età.
Oltre all'assegno e alla pensione di invalidità, e all'indennità di accompagnamento, le persone con diabete possono accedere anche ad altri benefici previsti dalla Legge 104. La Legge 104/92 è un insieme di norme volte a garantire assistenza e integrazione sociale.
Cos'è il bonus diabete 2025? Il bonus diabete 2025 non è un vero e proprio bonus, ma un sostegno economico sotto forma di assegno di invalidità civile, che viene elargito a persone con diabete mellito di tipo 1 o 2 e un'invalidità superiore al 74% certificata da una commissione medica Inps.
La percentuale di invalidità per il diabete varia dal 41% al 100% a seconda della gravità e delle complicanze, come micro/macroangiopatie (41-50%), controllo metabolico mediocre con iperlipidemia (51-60%), o complicanze gravi come nefropatia e retinopatia (91-100%). Un diabete ben controllato potrebbe non dare diritto a benefici economici, mentre quelli più gravi possono aprire l'accesso a prestazioni economiche e agevolazioni.