Il pomodoro è originario delle regioni basse delle Ande e veniva coltivato dagli Aztechi in Messico. Proprio questa popolazione diede al pomodoro il nome di “tomatl”, che significa “frutto polposo”, e successivamente i conquistadores spagnoli modificarono il termine in “tomate”.
Fu qui che Hernán Cortés lo vide durante l'occupazione della regione, fra il 1519 ed il 1521. Dal Messico i semi giunsero in Spagna al seguito di coloni e missionari, che prendendo a prestito il termine tomatl usato dagli indigeni, denominarono tomate il nuovo frutto.
In Italia la storia documentata del pomodoro inizia a Pisa il 31 ottobre 1548 quando Cosimo de'Medici ricevette dalla sua tenuta fiorentina di Torre del Gallo un cesto dei pomodori nati da semi regalati alla moglie, Eleonora di Toledo, dal padre, Viceré del Regno di Napoli.
Lo sbarco dei pomodori nel vecchio continente avviene nel 1540 in Spagna, per opera di Cortés, celebre esploratore. Agli occhi degli europei la pianta arrivata dalle Americhe era simile a una specie già conosciuta e velenosa, la solanum nigrum (erba morella).
Il Solanum Lycorsicum, il comunemente noto pomodoro, è rosso per un pigmento chiamato licopene. Il pigmento assorbe tutte le radiazioni luminose tranne quella rossa che viene restituita ai nostri occhi....