Nausicaa è stata resa immortale da Omero nel Libro VI dell'Odissea, dove viene descritta come la giovane e bellissima figlia del re dei Feaci, Alcinoo, che salva e accoglie Ulisse naufrago. La sua figura rappresenta l'ospitalità e la purezza, ammirata per la grazia e il ruolo cruciale nel poema.
Alcinoo, alla fine del racconto, gli regala una nave per far ritorno ad Itaca. Nausicaa sembra quasi innamorarsi di Ulisse (che tra l'altro elogia la sua bellezza, che gli ricorda la dea Artemide), tanto che il sovrano propone a quest'ultimo la mano di lei.
Nausicăa) Figlia di Alcinoo, re dei Feaci, e di Arete; protagonista di uno degli episodi più celebri dell'Odissea (libro VI): conforta e aiuta Ulisse naufrago, accompagnandolo dal padre; nutre verso l'eroe un senso di ammirazione che, al momento della partenza di Ulisse da Scheria, si rivela timido e ingenuo amore.
Subito le disse parole dolci e accorte: «MI inchino a te, o signora: sei dea o sei mortale? Se dea tu sei, della famiglia dei padroni del cielo, mi sembri certamente Artemide, figlia del potente Zeus, per bellezza e grandezza.
Una moglie fedele, una ninfa immortale e una maga ammaliatrice: sono queste le donne dell'Odissea. Bellissime e statuarie, amano l'eroe con la profondità e la consapevolezza che la natura del re itacese è «il mare», come lo ha definito Vecchioni nello spettacolo Il mio Odisseo .