Benito Mussolini non fu impiccato, ma fucilato il 28 aprile 1945 a Giulino di Mezzegra (Como). La versione storica ufficiale attribuisce l'esecuzione al partigiano Walter Audisio, noto come "Colonnello Valerio", sebbene vi siano dibattiti sul ruolo di altri partigiani come Michele Moretti. I corpi furono poi esposti a Piazzale Loreto, Milano.
Secondo la versione storica ufficiale, Benito Mussolini fu giustiziato il 28 aprile 1945 a Giulino di Mezzegra (Como) da partigiani guidati da Walter Audisio (Colonnello Valerio), che materialmente sparò i colpi fatali insieme a Michele Moretti, con un possibile colpo di grazia di Aldo Lampredi, dopo che Mussolini e la sua amante Claretta Petacci furono catturati e prelevati, e i loro corpi poi esposti a Piazzale Loreto a Milano il giorno seguente.
La vera fucilazione di Mussolini e Claretta Petacci fu eseguita dal ventenne partigiano comunista “Giacomo” e dal capitano dei servizi segreti inglesi “John” paracadutato in Lombardia da Winston Churchill per eliminare il Duce.
In una serie di cinque articoli pubblicati su L'Unità nel marzo del 1947, il comandante partigiano Walter Audisio, noto con il nome di battaglia Colonnello Valerio, dichiarò di essere stato l'unico esecutore dell'uccisione, nell'ambito di una missione a cui avevano partecipato anche i partigiani Aldo Lampredi "Guido ...
Probabilmente, nella versione ufficiale Mussolini fu ucciso dai partigiani perché era importante che fosse la Resistenza italiana ad assumersi l'onere dell'esecuzione e perché, in caso di consegna agli alleati, ci sarebbe stato un processo che avrebbe chiamato in causa responsabilità e complicità diffuse, in un momento ...