Chi lavora in smart working può uscire di casa, poiché la legge 81/2017 non impone un luogo fisso, ma la prestazione deve restare compatibile con i compiti e gli orari concordati. Non è una detenzione domiciliare, quindi è possibile gestire i tempi di pausa, purché si garantisca la reperibilità e il risultato.
lo smart working si svolge di norma senza vincoli di orario e luogo di lavoro, ma può essere organizzato per specifiche fasce di contattabilità, senza maggiori carichi di lavoro. In ogni caso, al lavoratore sono garantiti i tempi di riposo e la disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro.
Il telelavoro si svolge per forza a casa e i lavoratori sono vincolati dalle stesse regole e orari dell'ufficio. Cambia solo il luogo insomma, non le forme. Lo smart working può essere svolto ovunque, in biblioteca, al bar, in spazi co working, in un ambiente gradevole che piaccia al singolo lavoratore.
Chi decide il luogo di svolgimento dello smart working?
Con provvedimento del 13 marzo 2025, il Garante per la protezione dei dati personali ha affermato che il datore di lavoro non può mai geolocalizzare i dipendenti in smart working, nemmeno in presenza di un accordo in tal senso con le rappresentanze sindacali e del consenso informato degli interessati.