Domanda di: Dr. Noah Santoro | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Le più antiche testimonianze dell'uso di una clessidra per la misurazione del tempo risalgono agli Egizi. La prima di queste fonti è un'iscrizione funeraria che attesta come l'ufficiale di corte Amenemhet – vissuto al tempo di Amenofi I (1525 a.C. - 1506 a.C.) – sia stato l'inventore della clessidra.
Dovrebbero averla inventata i caldei che attraverso i fenici sarebbe arrivata agli egiziani. La prima indicazione storica della clessidra risale al 1580 a.C. (iscrizione egiziana). Il 1° esemplare pervenutoci di tali oggetti è stato trovato nel tempio di Karnak; l'acqua usciva lentamente da un forellino sul fondo.
Uno dei primi è la clessidra, un semplice dispositivo basato sulla regolare fuoriuscita di acqua da un contenitore forato. Il nome deriva dal greco κλεψύδρα (klepsýdra), che letteralmente significa "ruba-acqua".
I primi a organizzare il tempo così come lo conosciamo oggi sarebbero stati i babilonesi. Già grazie a loro la divisione dell'anno era di dodici mesi, dovuti alle dodici fasi lunari, e quindi risultava logico dividere il giorno e la notte in dodici fasi di luce e dodici di buio, cioè le ventiquattro ore che conosciamo.
Le prime forme di clessidra furono ritrovate tra i reperti dell'antico Egitto, e anche sulle pareti disegnate a volte compariva questo particolare oggetto che aiutava a misurare piccole quantità di tempo, e dato che l'Egitto è circondato dalla sabbia, essa veniva usata per misurare il tempo che passava.