Dal 1953, il National Hurricane Center statunitense (NHC) ha iniziato a usare nomi in modo più organizzato. Solo nomi femminili, e stabiliti su cicli di 6 anni. Dal 1979 invece si alternano nomi femminili e nomi maschili. Oggi i nomi vengono decisi da un comitato internazionale della World Meteorological Organization.
Inizialmente, come si legge dal sito della WMO, i nomi di questi fenomeni venivano scelti in base al primo grande danno provocato o alla prima vittima. Dalla metà del 1900 vengono invece adottati nomi femminili organizzandoli, solo successivamente, in una lista disposta in ordine alfabetico.
I nomi di cicloni e tempeste tropicali atlantiche sono decisi in base alle liste stilate dal Centro Uragano Nazionale nel 1953 e attualmente sono aggiornate secondo precisi criteri dal comitato Internazionale dell'Organizzazione Mondiale Meteorologica, che rappresenta circa 120 paesi in tutto il mondo.
L'idea piacque agli esperti dell'esercito e della marina inglese, che cominciarono ad assegnare nomi femminili alle tempeste. Le donne, secondo la tradizione marinara, portano sfortuna a bordo delle navi e dunque, secondo loro, anche sulle acque degli oceani.
I tifoni (uragani o cicloni) sono depressioni, cioè aree con una pressione atmosferica molto bassa, con estensione di qualche centinaio di chilometri, organizzati a spirale ovvero veri e propri vortici atmosferici violente che provocano cioè forti venti, abbondanti precipitazioni e pesanti inondazioni lungo le coste.