Alcuni crostacei di mare possiedono un contenuto di sodio abbastanza elevato, tale da renderli sconsigliabili nella dieta ordinaria di chi soffre di ipertensione.
Allarme fondato, invece, per quanto riguarda il consumo dei crostacei, che deve avvenire – appunto – con moderazione, considerando che le eccessive proteine della polpa possono affaticare i reni. E ancora, i crostacei, la cui polpa è molo simile a quella del pesce magro, possono provocare intolleranze e allergie.
Chi ha il colesterolo alto può mangiare i crostacei?
Colesterolo e crostacei: nessuna messa al bando
Dato il legame tra colesterolo e crostacei è bene non esagerare con il loro consumo (né con quello dei molluschi). Meglio scegliere altri prodotti del mare, in particolare il pesce con omega 3 (come salmone, tonno, sgombro e spada), alleati della salute cardiovascolare.
I crostacei possiedono moltissime proprietà benefiche per l'organismo: Proprietà antiossidanti e antitumorali, grazie al contenuto di astaxantina, una sostanza posseduta dalla classe dei carotenoidi che aiuta il sistema immunitario a rispondere meglio a batteri, virus e infezioni.
Chi ha il colesterolo alto può mangiare i gamberoni?
I crostacei sono ricchi di grassi, ma insaturi. Ciò significa che loro impatto sull'aumento dell'LDL è ridotto rispetto a quello di burro, latticini, carni rosse ecc. Questo non significa però che chi soffre di ipercolesterolemia possa abusare di crostacei.