Secondo gli studiosi, l'ideale è dormire 6-8 ore. Per le persone che regolarmente riposano meno di sei ore a notte il rischio di una morte prematura è del 12% più alto in un periodo di 25 anni, rispetto a quanti non scendono sotto il limite giudicato ideale.
La sintesi di alcuni studi effettuati da un gruppo di ricerca statunitense spiega come la mancanza di sonno cronica aumenti il rischio di diabete mellito o di patologie cardiocircolatorie. I risultati di questi studi condotti su vasta scala non lasciano dubbi: tendenzialmente, chi dorme meno muore prima.
Senza dormire si può resistere al limite circa 10 giorni. In alcuni esperimenti con dei volontari si è visto che dopo due giorni il sonno diminuisce per adattamento. Poi comincia però un progressivo deperimento delle varie funzioni e, dopo circa 100 ore si aggiungono deliri e allucinazioni.
La privazione del sonno può essere causa nel breve tempo a cattivo umore, facile irritabilità, difficoltà nella concentrazione e nell'apprendimento, perdite di memoria, alterazione della capacità decisionale, calo di interesse per le attività quotidiane, tremori, viso gonfio e pallido.
In un uomo non è mai stata osservata la morte per mancanza di sonno, ma è chiaro che le conseguenze psicologiche che ne derivano (dalla paranoia alla depressione, alla difficoltà di concentrazione) possono aumentare il rischio di incidenti e suicidio.