VIDEO
Trovate 21 domande correlate
Quanto tempo ci vuole per l'accesso agli atti?
Il procedimento di accesso deve concludersi nel termine di 30 giorni decorrenti dalla presentazione della richiesta all'ufficio competente. Qualora la richiesta sia irregolare o incompleta, l'amministrazione, entro 10 giorni, ne da' comunicazione al richiedente, tramite posta elettronica ordinaria o certificata.
Quanto tempo ha il Comune per rispondere all accesso agli atti?
Se la richiesta è accolta l'ufficio invia all'interessato il documento oppure gli indica come e dove può consultarlo oppure ottenerne copia. Se l'interessato non riceve risposta entro 30 giorni la richiesta si intende respinta.
Come chiedere l'accesso agli atti al Comune?
L'istanza si presenta all'URP, se istituito, altrimenti presso l'Ufficio che detiene l'atto. La domanda può anche essere inviata per corrispondenza, allegando copia del documento di riconoscimento, ovvero tramite fax, posta elettronica ordinaria e posta elettronica certificata.
Cosa succede se non si risponde ad un accesso agli atti?
Nell'ipotesi di accesso civico semplice, in caso di ritardo o mancata risposta o diniego da parte del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza è possibile ricorrere al titolare del potere sostitutivo che conclude il procedimento.
Come si fa l'accesso agli atti in Comune?
Chi può chiedere l'accesso agli atti La richiesta può esser presentata dai diretti interessati o da persone delegate: un legale rappresentante-difensore, un procuratore oppure un tutore muniti di delega. La delega, con copia fotostatica del documento di identità del delegante, deve essere allegata alla richiesta.
Come opporsi all accesso agli atti?
In che modo il controinteressato può opporsi all'accesso? Il controinteressato può presentare un'opposizione motivata all'accesso ai dati o documenti richiesti entro 10 giorni dal ricevimento della comunicazione da parte della pubblica amministrazione.
Quando il diritto di accesso può essere negato?
Il diritto all'accesso è negato qualora dalla loro divulgazione possa derivare una lesione (…) alla sicurezza e alla difesa nazionale, quando i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza di persone fisiche e persone giuridiche (art. 24).
Cosa succede se l'amministrazione non risponde entro 30 giorni?
La Pubblica Amministrazione deve concludere i propri procedimenti entro un termine predefinito (che, tranne casi particolari, è di 30 giorni a partire dalla richiesta del privato). Il mancato rispetto di questo termine obbliga la P.A. al risarcimento del danno ingiusto subito dal privato per effetto del ritardo.
Cosa fare se la pubblica amministrazione non risponde entro 30 giorni?
Vediamo adesso qualora la nostra richiesta di accesso non venisse evasa nel termine di evasa e che 30 giorni, ebbene, in questi casi la legge prevede che l'istanza si considera automaticamente accolta ciò avviene automaticamente per via dell'eliminazione del meccanismo del silenzio/rifiuto precedentemente in vigore.
Dove si fa l'accesso agli atti?
Come si effettua un accesso agli atti Per effettuare un accesso agli atti è necessario presentare una domanda scritta all'Amministrazione del Comune che detiene i documenti, motivandone la richiesta.
Quali sono i limiti al diritto di accesso?
24 della L. 241, come modificata dalla L. n. 15 del 2005, ha previsto che in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale l'accesso è consentito nei limiti in cui la conoscenza sia strettamente indispensabile " per curare o difendere i propri interessi giuridici".
Cosa si può fare se la Pubblica Amministrazione non risponde?
Il Dl cosiddetto «Semplificazione bis» interviene sul silenzio assenso (art. 20 della legge 241 del 1990), affermando che esso può essere anche autocertificato dal privato in caso di inerzia da parte dell'amministrazione pubblica.
Chi riceve una PEC è obbligato a rispondere?
Gli unici soggetti obbligati a rispondere alle PEC sono le PA e altri enti pubblici quando interrogati per richiedere particolari informazioni o autorizzazioni come l'accesso agli atti.
Quando c'è il silenzio diniego?
In particolare, il silenzio si dice «diniego» nell'ipotesi in cui esso corrisponda ad un rigetto, appunto, della richiesta; si qualifica, invece, come «assenso» laddove il comportamento inerte della P.A. stia a significare accoglimento dell'istanza.
Quali sono i documenti esclusi dal diritto di accesso?
Secondo l'articolo 24 della legge 241/1990 e successive modificazioni e integrazioni, sono esclusi dal diritto di accesso:
i documenti coperti da segreto di Stato; gli atti relativi ai procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano;
Chi è legittimato all'accesso?
La legittimazione all'accesso ai documenti amministrativi deve ritenersi consentita a chiunque possa dimostrare che il provvedimento o gli atti endoprocedimentali abbiano dispiegato o siano idonei a dispiegare effetti diretti o indiretti anche nei suoi confronti.
Cosa succede se il controinteressato si oppone?
L'Amministrazione che riceve l'istanza subordina l'ostensione degli atti e delle informazioni richieste alla eventuale opposizione del controinteressato che, nel caso in esame, invoca la tutela del segreto industriale che impedirebbe l'accesso richiesto.
Quali sono le tipologie di accesso agli atti?
della legge n. 241/1990. Sul punto, appare opportuno precisare che nel nostro ordinamento esistono ben due tipologie di accesso civico: l'accesso civico “semplice”, previgente alla Riforma del 2016 e l'accesso civico “generalizzato” introdotto dal decreto legislativo n. 97/2016.
Quali sono le tre principali forme di accesso?
l'interesse:
diretto: che ci sia, cioè, una connessione evidente tra l'istante e il documento, concreto: che l'esigenza di tutela non sia astratta né meramente ipotetica; attuale: che il documento abbia riflessi attuali sulla posizione giuridica tutelata.
Cosa può fare il controinteressato?
In altri termini, il controinteressato ha la possibilità di partecipare attivamente al processo amministrativo in questione. Egli, infatti, ha interesse alla conservazione dell'atto ed ha quindi tutti i motivi per contrastare la domanda del ricorrente, eventualmente dimostrandone l'infondatezza.