In una Srl i soci devono rispondere dei debiti solo limitatamente alla propria quota societaria, e dunque vanno incontro al rischio di perdere soltanto la somma attribuita loro nel momento della costituzione della società o eventuali altre somme di denaro o altri beni apportati successivamente alla società.
In sostanza i vari soci non rischiano di perdere parte del loro patrimonio personale, ma soltanto ciò che investono nell'azienda stessa. Di conseguenza, in caso di debiti o di fallimento, i creditori potranno rivalersi solo sul patrimonio in seno alla società e non su quello personale dei singoli soci.
Quando l'amministratore srl risponde con il proprio patrimonio?
Gli amministratori che hanno presentato documenti fiscali per conto della società, non conformi alla normativa, causando accertamenti e rettifiche a carico della stessa, sono responsabili in solido. Dunque, in caso di mancato adempimento della società, sono loro a dover rispondere con il proprio patrimonio personale.
La responsabilità dell'amministratore di Srl – a differenza del socio – è illimitata: l'amministratore risponde infatti dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri, secondo la regola stabilita dall'art. 2740 comma 1 c.c.
– se una S.r.l. è cancellata, l'Amministrazione finanziaria, ossia l'Agenzia delle Entrate può chiedere i soldi ai soci fino a concorrenza dell'importo che questi hanno ricevuto nel bilancio finale di liquidazione (tanto quanto gli altri normali debitori fornitori) quando hanno cancellato la società.