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Quanti giorni di malattia senza decurtazione stipendio?
La norma stabilisce che, salvo le eccezioni previste, “nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento economico accessorio”.
Come funziona il pagamento della malattia per i dipendenti privati?
Il valore del trattamento economico per malattia pagato dall'INPS è pari al 50% della retribuzione media giornaliera del lavoratore, importo applicato dal quarto al ventesimo giorno di malattia.
Cosa fare se il datore di lavoro non paga la malattia?
L'autore di questa risposta ha richiesto la rimozione di questo contenuto.
Cosa vuol dire malattia non retribuita?
L'aspettativa non retribuita è il periodo di sospensione dal lavoro che il dipendente puo richiedere alla propria azienda con alcune specifiche motivazioni, rinunciando per quel periodo alla retribuzione. Durante l'aspettativa non retribuita il dipendente ha diritto alla conservazione del posto di lavoro.
Quanto costa al datore di lavoro la malattia del dipendente?
Primi 20 giorni di malattia (successivi al terzo) = 50% della retribuzione media giornaliera. Successivi giorni di malattia o nei casi di ricaduta fino al 180° giorno = 66,6% della retribuzione media giornaliera.
Chi paga la malattia INPS o datore di lavoro?
In generale, l'indennità di malattia INPS è sempre a carico del datore di lavoro per impiegati/quadri (esclusi quelli del CCNL terziario) e dirigenti.
Che succede se mi metto in malattia?
Il lavoratore ammalato ha diritto alla conservazione del posto di lavoro e al trattamento economico adeguato per i periodi stabiliti dalla legge e dai contratti collettivi di lavoro. Per usufruire di questi benefici, il lavoratore deve presentare appositi certificati medici e sottoporsi a controlli medici.
Chi deve mandare il certificato di malattia al datore di lavoro?
Il certificato di malattia non va inviato al datore di lavoro, ma verrà inviato dall'INPS dopo che il medico curante avrà stato visitato il lavoratore. Tra gli obblighi del lavoratore in caso di malattia c'è quello di sottoporsi a visita medica da parte del proprio medico curante.
Quali sono le assenze non retribuite?
Rientrano nella categoria dei permessi non retribuiti: quelli previsti da un accordo ad hoc tra datore di lavoro e dipendente; i permessi sindacali, stabiliti dall'art. 24 della Legge 300/1970, lo Statuto dei Lavoratori; altri permessi disposti da norme di legge o dalla contrattazione collettiva.
Come si calcola la malattia in busta paga?
L'indennità per malattia è pari ad una percentuale della retribuzione media giornaliera: normalmente non è dovuta nei primi 3 giorni di assenza, detti periodo di carenza, è dovuta in misura pari al 50% sino al 20° giorno di assenza, ed al 66,66% dal 21° giorno, sino ad un massimo di 180 giorni.
Cosa deve fare il datore di lavoro con il numero di protocollo?
Per rispondere a questa domanda, torniamo al nostro PUC, il numero di protocollo univoco del certificato, un dato indispensabile sia per il lavoratore che per il datore di lavoro, che dovrà utilizzarlo per scaricare il certificato medico dalla sezione del sito dell'Inps dedicata.
Quanto tempo ho per mandare il certificato di malattia al datore di lavoro?
Il certificato medico deve essere inviato al massimo entro 2 giorni, e cioè quello relativo al primo giorno di assenza e quello successivo.
Quando non è prevista la visita fiscale?
I casi di esonero sono: Malattia connessa all'esistenza di una patologia grave che richiede cure salvavita; Infortunio sul lavoro e malattia professionale; Malattia correlata a un'eventuale invalidità o menomazione del dipendente pari o superiore al 67%.
Chi decide di mandare la visita fiscale?
La visita fiscale può essere richiesta dal datore di lavoro o eseguito direttamente dall'INPS che dispone di un sistema informativo chiamato Savio per effettuare controlli mirati per i lavoratori “furbacchioni” che richiedono la malattia a ridosso di ponti e fine settimana.
Come fa il datore di lavoro a sapere il motivo della malattia?
Il datore di lavoro può visionare esclusivamente l'attestato di malattia del lavoratore, un documento che contiene tutti i dati del certificato esclusa la diagnosi. Il lavoratore, invece, ha la possibilità di visionare sia l'attestato che il certificato medico comprensivo di tutti i dati relativi alla malattia.”
Cosa succede se non comunico la malattia al datore di lavoro?
La mancata comunicazione della malattia non comporta effetti sull'indennità di malattia, ma può determinare l'applicazione di una sanzione disciplinare.
Chi avvisare se si esce in malattia?
Obbligo di comunicazione e certificazione Il primo obbligo del dipendente è la comunicazione al datore di lavoro del proprio stato di malattia. Tale comunicazione dovrà essere tempestiva ed accompagnata dall'indicazione dell'indirizzo presso il quale il dipendente si rende disponibile per le visite di controllo.
Quanto costa al datore di lavoro mandare il controllo INPS?
Per pagare, basta inserire il codice destinatario o in alternativa la PEC dell'azienda per addebitare i costi della visita, da indicare poi sul modello F24 previa comunicazione INPS. La visita fiscale costa dai 28 euro ai 52 euro.
Cosa succede se non si è in casa alla visita fiscale?
Non bisogna dimenticare che quando il lavoratore non viene trovato al controllo della visita fiscale si perde qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia, mentre se anche alla seconda visita fiscale il lavoratore risulti assente si applica una riduzione del 50% del trattamento economico per il ...
Quando si è in malattia si può uscire di casa?
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