Chi paga il 20% della ritenuta d'acconto?

Domanda di: Ing. Noah Benedetti  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Il 20%, cioè la ritenuta d'acconto, deve essere versata dal committente entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello a cui fa riferimento. Se, per esempio, il collaboratore è stato pagato il 4 marzo, entro il 16 aprire il committente dovrà versare la ritenuta al fisco.

Chi paga i contributi con la ritenuta d'acconto?

Ma cos'è la ritenuta d'acconto? Si tratta di una trattenuta che il datore di lavoro opera nei confronti di dipendenti e collaboratori. Se il versamento all'Erario viene effettuato materialmente dal sostituto d'imposta, a pagare è il lavoratore, dipendente o professionista.

Che cos'è la ritenuta d'acconto e chi la paga?

La ritenuta d'acconto non è altro che un anticipo sulle tasse che il cliente versa al posto tuo. Il cliente ha infatti il ruolo di “sostituto d'imposta”, ovvero si sostituisce a te nel pagamento dell'IRPEF: trattiene una percentuale sul compenso che ti deve e versa l'importo allo Stato per tuo conto.

Chi paga ritenuta su prestazione occasionale?

La ritenuta d'acconto è un importo pari ad una parte del compenso concordato per un'attività di lavoro occasionale. Si tratta di un importo che il cliente trattiene dal compenso e non paga al lavoratore. Infatti, il cliente versa poi la ritenuta direttamente al fisco.

Come funziona la ritenuta d'acconto per lavoro occasionale?

Pagherò più tasse? Entro i 4.800 euro annui le prestazioni da lavoro autonomo occasionale sono esenti dalla ritenuta d'acconto pari al 20%. Quindi fino a quella cifra il 20% non viene trattenuto, e se dovesse essere trattenuto si ha comunque diritto alla restituzione tramite la dichiarazione dei redditi.

RITENUTA D'ACCONTO - come funziona