Chi paga la corrente dei treni?

Domanda di: Dylan De luca  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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In pratica, le Ferrovie dello Stato hanno una tariffa elettrica agevolata e la differenza viene pagata da tutti gli altri utenti di energia elettrica. Questi sussidi risalgono al 1962, quando l'energia elettrica fu nazionalizzata e l'Enel acquisì segmenti di rete che allora appartenevano alle Ferrovie.

Dove prende la corrente il treno?

I treni veloci italiani “raccolgono” l'elettricità dalla linea di contatto tramite un sistema di bracci metallici detto pantografo. La corrente va ad alimentare i motori PMM, che a loro volta azionano le ruote e permettono ai convogli di raggiungere velocità fino a 320 km/h.

Come si alimenta il treno?

I treni veloci italiani “raccolgono” l'elettricità dalla linea di contatto tramite un sistema di bracci metallici detto pantografo. La corrente va ad alimentare i motori PMM, che a loro volta azionano le ruote e permettono ai convogli di raggiungere velocità fino a 320 km/h.

Come funziona la linea elettrica dei treni?

Le normali linee elettriche infatti trasferiscono energia da un punto fisso ad un altro (da una stazione primaria ad un nodo di distribuzione, da una cabina ad un gruppo di utenti, etc.); la linea di contatto per la trazione ferroviaria invece trasmette energia al motore del treno in movimento attraverso il contatto ...

Quanta elettricità consuma un treno?

Secondo il fisico inglese David JC MacKay[1], i treni ad alta velocità che viaggiano a pieno carico consumano 3 kWh per 100 p-km. In altre parole, per trasportare 100 passeggeri per un km sono necessari 3 kWh. Quanti sono 3 kWh? Equivalgono più o meno all'energia necessaria per fare 3 lavatrici.

Storia e spiegazione del funzionamento dei treni - Pantografo - Raddrizzatore - Freni