Domanda di: Ing. Bibiana Silvestri | Ultimo aggiornamento: 4 maggio 2026 Valutazione: 4.4/5
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La parcella dell'avvocato d'ufficio è a carico dell'assistito (indagato/imputato), esattamente come per un difensore di fiducia, e va pagata indipendentemente dall'esito del processo. Solo se l'assistito possiede i requisiti di reddito per il patrocinio a spese dello Stato (non abbiente), lo Stato copre le spese legali.
Le spese della difesa di ufficio sono a carico dell'imputato salvo che sussistano i requisiti per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Inoltre la difesa d'ufficio viene riconosciuta nei procedimenti penali mentre in quelli civili è riconosciuta solo nei procedimenti davanti al tribunale dei minorenni.
Chiunque non possegga questi requisiti e venga indagato o imputato di un reato, invece, avrà l'obbligo di retribuire il suo difensore, del tutto a prescindere dal fatto che quest'ultimo sia stato nominato dall'interessato oppure sia stato nominato d'ufficio dall'Autorità giudiziaria.
Il pagamento della parcella dell'avvocato è dovuto, ovviamente, indipendentemente dal fatto che si vinca o meno la causa. Una recente sentenza della Cassazione (n. 7037/2020) ha anche chiarito meglio CHI deve pagare l'avvocato. La risposta potrebbe sembrare immediata e intuitiva: paga chi viene difeso.