La fornitura di acqua potabile per “usi spaziali”, la cosiddetta “acqua di volo”, utilizzata sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che vede la collaborazione delle Agenzie Aerospaziali di Stati Uniti, Russia ed Europa, é prodotta dalla SMAT
SMAT
Il Gruppo SMAT attualmente gestisce le fonti d'approvvigionamento idrico, gli impianti di potabilizzazione e distribuzione di acqua potabile, le reti di raccolta, depurazione e riuso dei reflui urbani, per un bacino d'utenza che ha raggiunto 290 Comuni e oltre 2 milioni di abitanti serviti.
Lo fanno attraverso l'Urine Processing Assembly [impianto di trasformazione dell'urina—N.d.T.] o UPA, da cui si ottiene acqua potabile dopo un ulteriore trattamento nel Water Recovery System.
Quanto costa un litro di acqua nello spazio? E' la stessa del rubinetto, è vero, ma ha tutt'altro prezzo: 20.000 euro al litro per la precisione. Tuttavia, spiegano i tecnici SMAT, non c'è da stupirsi: è il prezzo al kg di qualsiasi merce spedita nello spazio, tra spese di approvvigionamento, propellente e navicella.
Il 93% dell'acqua utilizzata sull'ISS proviene da processi di riciclo. Si recupera, e purifica, il vapore acqueo del respiro, del sudore e l'acqua utilizzata per lavarsi. Che acqua bevono gli astronauti?
Nello spazio l'acqua è presente ma quasi esclusivamente in forma di vapore o ghiaccio, ad esempio nei grani di polvere stellare. Questo perché le condizioni di temperatura e di pressione dell'ambiente spaziale non permettono all'acqua di rimanere allo stato liquido.