Domanda di: Dott. Ian Piras | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Etologia di api e vespe: perché e come pungono
Intanto, perché è molto più facile essere punti da una vespa che da un'ape. “Le vespe pungono se ci si avvicina troppo ai loro nidi, ad esempio se passiamo sul foro d'uscita di una colonia di Vespula, per difendersi dai potenziali nemici”, spiega Porporato.
La vespa non perde il pungiglione pungendo, e può farlo più volte, per cui è consigliabile allontanarsi una volta punti. L'ape perde il pungiglione e muore, in quanto col pungiglione perde anche alcune ghiandole e alcuni muscoli addominali connessi al pungiglione stesso.
Il pungiglione dell'ape è dotato di uncini, quindi dopo la puntura resta conficcato nella ferita (e l'ape muore). Invece, il pungiglione delle vespe è liscio, quindi possono pungere molte volte senza che si stacchi dal corpo dell'insetto.
Le vespe presentano un addome peduncolato e affusolato. Il corpo non presenta peluria e presenta strisce nere e gialle. Le api presentano zampe allungate e il loro corpo è caratterizzato da tre anelli gialli. Il corpo presenta peluria, soprattutto sul torace.
Innanzitutto, dopo il contatto con l'insetto è bene rimuovere nel più breve tempo possibile il pungiglione, se questo è rimasto conficcato nella cute. Per controllare la presenza di quest'appendice dell'insetto nel sito della puntura, si deve osservare se al centro del pomfo vi è un punto più scuro.