Chi ritiene importante il gioco nello sviluppo cognitivo del bambino?
Domanda di: Sig. Alan De rosa | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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Piaget riconosce al gioco un valore fondamentale nello sviluppo cognitivo, affettivo e sociale del bambino. Egli afferma che il gioco e' prima di tutto assimilazione che domina l'accomodamento.
Che ruolo ha il gioco nel bambino secondo Vygotskij?
Lev Vygotskij considera il gioco come la risposta che il bambino, alle prese con i propri bisogni, elabora al fine di poterli soddisfare, se pure nel mondo della fantasia. Agli aspetti puramente cognitivi, Vygotskij aggiunge gli affetti, le motivazioni, il conte- sto sociale.
Il gioco simbolico implica l'esistenza di una struttura rappresentazionale ma è considerato puramente assimilativo. I giochi simbolici aggiungono all'esercizio stesso la dimensione della simbolizzazione e della finzione, della capacità di rappresentare, attraverso gesti, una realtà non attuale.
Karl Gross interpretò il gioco come una preparazione alla vita adulta. Per Sigmund Freud il gioco libera le emozioni e al tempo stesso permette di controllarle. Johan Huizinga considera il gioco il fondamento della cultura e della società. Jean Piaget connette il gioco allo sviluppo cognitivo del bambino.
Il bambino sperimenta, crea, sviluppa la propria fantasia. Grazie al gioco, scopre la propria personalità e la propria identità sociale. La nota educatrice Maria Montessori affermava che, l'importanza del gioco per i bambini sta nel fatto che: viene spontaneamente, in maniera propositiva e volontaria.