In alcune cerimonie magiche i quattro arcangeli maggiori (Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele) sono invocati per le quattro direzioni, e corrispondono a colori associati a proprietà magiche.
Il più antico riferimento al sistema dei sette arcangeli compare nel cap. XX del Libro di Enoch (l'Enoch Etiope), dove vengono chiamati Michele, Gabriele, Raffaele, Uriele, Raguel, Zerachiel (o Saraqael) e Remiel. I primi quattro nomi sono invariati in tutte le elencazioni fatte in seguito da altri testi angelologici.
I Serafini (nome ebraico Seraphim) appartengono al più alto ordine di Angeli, quello situato nel cielo del Primo mobile, o cristallino, il più prossimo a Dio. Dall'Empireo ricevono in forma immediata le idee e le direttive con cui far evolvere un complesso cosmico.
Un quarto Arcangelo, Uriel, il cui nome significa “Luce di Dio” o “Fiamma di Dio” in ebraico, era adorato in passato, ma in epoca medievale, durante uno dei Concili di Aquisgrana, il suo culto venne proibito.
Conosciuto anche come Semeyaza, Sammael e Samiel, è citato per la prima volta nell'apocrifo libro di Enoch (1 Enoch 6), dove viene incluso fra gli angeli che si unirono alle donne umane, ribellandosi a Dio.