Domanda di: Dr. Noel Grassi | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Con la sentenza 16197/2015, la Cassazione ha stabilito l'esistenza autonoma del danno morale, non collegata a quello biologico. In particolare, il danno morale e il danno biologico vanno liquidati autonomamente, stabilisce la Cassazione.
Il danno morale andando ad incidere sulla sfera intima del danneggiato, può essere provato anche tramite la prova presuntiva. Cioè il giudice può presumere che dal comportamento illecito di un soggetto che va a ledere un altro soggetto sia naturale che seguano dei danni psicologici, patemi d'animo.
Questo tipo di risarcimento danni può essere richiesto solo quando, a seguito di un danno ingiusto subito, è materialmente possibile riportare il il bene che è stato danneggiato alla condizione in cui si trovava prima del danno. È compito del giudice stabilire se il risarcimento in forma specifica sia possibile.
Come provare il danno morale e avere diritto al risarcimento?
Il risarcimento dei danni morali può essere richiesto anche all'interno di un processo penale, mediante la costituzione di parte civile, in cui il danneggiato dal reato o la persona offesa devono fornire la (difficile) prova, sin dal momento della denuncia dei danni morali patiti.
In sintesi, tutte le componenti di danno diverse dal biologico (tra le quali è ricompreso il danno morale) sono risarcite in una somma corrispondente al 20% di quanto liquidato a titolo di danno biologico.