Per la pensione anticipata ordinaria (requisiti 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), non sono previste penalizzazioni formali sull'importo dell'assegno, ma l'importo effettivo sarà inferiore rispetto a chi resta a lavorare più a lungo a causa dei coefficienti di trasformazione più bassi applicati a un'età più giovane, che riducono il calcolo contributivo. Le vecchie penalizzazioni per età inferiori ai 62 anni (tagli dell'1-2%) sono state definitivamente eliminate. L'importo dipenderà dalla tua storia contributiva (sistema misto o contributivo).
Cosa cambia per chi va in pensione con 42 anni e 10 mesi?
Le ultime notizie confermano che per il 2026 gli uomini possono andare in pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi di contributi, indipendentemente dall'età, mentre per le donne il requisito è di 41 anni e 10 mesi, con una finestra mobile di 3 mesi prima dell'effettivo incasso dell'assegno; questi requisiti resteranno validi fino al 31 dicembre 2026, dopodiché è previsto un aumento graduale dal 2027, che porterà a 42 anni e 11 mesi nel 2027 e a 43 anni e 1 mese nel 2028 per gli uomini, con riduzioni di un anno per le donne.
La pensione anticipata ordinaria è accessibile per gli uomini con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi e per le donne con 41 anni e 10 mesi. Non è previsto un requisito anagrafico. Non ci sono penalizzazioni formali sull'importo dell'assegno.
Ci sono penalizzazioni per la pensione anticipata nel 2025?
Ci sono penalizzazioni sull'importo? Solo con Opzione Donna o con il metodo contributivo puro. La pensione anticipata ordinaria non prevede penalizzazioni sull'assegno.
Con questa opzione, non ci sono penalizzazioni in uscita, ma l'importo della pensione sarà comunque ridotto rispetto a chi aspetta i 67 anni. Nel caso di un pensionamento a 64 anni, il taglio dell'assegno sarebbe di 1.300 euro annui. Ma se si aspettasse fino a 65 anni, la perdita si ridurrebbe a 895 euro.