"C'ho 'na cecagna" è una tipica espressione romanesca che indica una sonnolenza improvvisa, forte e incontrollabile, spesso soprannominata "abbiocco" o "pennichella", specialmente dopo un pranzo abbondante o per il gran caldo. È una sensazione che rende difficile tenere gli occhi aperti e richiede un riposo immediato.
Così il secondo prima ci si sente a mille e quell dopo a zero. Bisogna chiudere gli occhi, alternativa non ce n'è. Eccola qui la famosa "cecagna". Un termine che deriva dalla parola "cieco", proprio perché senza preavviso ci si addormenta, per quanto tempo non è dato saperlo.
Una frase tipica romana è "Aò!", un'interiezione versatile per richiamare, esprimere sorpresa o fastidio, e "Daje!", che significa "forza" o "dai". Altre espressioni comuni includono "Stacce" (accettalo), "na cifra" (tantissimo) e detti come "A chi tocca nun se 'ngrugna" (chi è coinvolto non deve lamentarsi).
È infatti una delle espressioni più note di tutto il romanesco e probabilmente anche una delle più pronunciate. In genere si usa nel momento in cui una persona decide di compiere una certa azione senza sapere bene cosa fare, andando quindi alla cieca. In questo caso quindi si dice che vada alla “ndo cojo cojo”.