Nel 2026, l'accesso alla pensione si basa principalmente su 67 anni di età (vecchiaia) o 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (41 anni e 10 mesi per le donne), con finestre di uscita. Spiccano la conferma dell'APE Sociale e la stretta sui requisiti economici per la pensione contributiva a 64 anni.
Quali sono i requisiti per andare in pensione nel 2026?
I Requisiti per la Pensione nel 2026
42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) a prescindere dall'età anagrafica. 64 anni di età e 20 anni di contributi "effettivi" a condizione che l'importo della pensione sia non inferiore a 3 volte il valore dell'assegno sociale.
Nel 2026, le principali novità sulle pensioni anticipate riguardano la conferma dei requisiti della pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi per uomini, 41 anni e 10 mesi per donne), l'abolizione di Quota 103 e Opzione Donna, ma anche la proroga del "Bonus Giorgetti" (incentivo a restare al lavoro dopo i requisiti) e l'allungamento graduale delle finestre di attesa per l'erogazione. Per i contributivi puri restano le regole dei 64 anni con importo minimo, mentre si conferma l'aumento dei requisiti per l'anticipata ordinaria a causa dell'adeguamento all'aspettativa di vita.
La Legge di Bilancio 2026 in Italia si concentra su fisco, lavoro e famiglia, introducendo una rimodulazione dell'IRPEF con aliquote ridotte (23%, 33%, 43%), un'imposta sostitutiva sui premi di produttività al 1%, una nuova rottamazione quater per i debiti tributari (Rottamazione Quinquies) con scadenza domanda ad aprile 2026, proroghe ammortizzatori sociali, sostegno alle famiglie con congedo parentale e agevolazioni per investimenti (come il potenziamento dei crediti d'imposta per beni strumentali).
Quali sono le finestre per andare in pensione nel 2026?
Nel 2026, le finestre per la pensione dipendono dal tipo di accesso: la Pensione Anticipata Ordinaria ha una finestra mobile di 5 mesi dopo aver raggiunto i contributi richiesti (42 anni e 10 mesi per uomini, 41 anni e 10 mesi per donne), mentre la Pensione di Vecchiaia (a 67 anni) ha una finestra di 3 mesi per i pubblici impiegati. Per i contributivi puri (lavoratori dal 1996), l'accesso avviene a 64 anni con specifiche soglie di importo e contributi, con la finestra che si allunga gradualmente.