Il taglio della prima barba era per gli antichi romani
antichi romani
La civiltà romana è la civiltà fondata nell'antichità dai Romani, una popolazione indoeuropea di ceppo italico, ed appartenente nello specifico al gruppo dei popoli latino-falisci stanziatisi in epoca protostorica nell'attuale Lazio, la quale riuscì, a partire dal V secolo a.C., ad estendere il proprio predominio sull' ...
un rito d'iniziazione solenne che sanciva il passaggio dall'adolescenza alla fase successiva. La “barba” appena tagliata (“lanugo”) veniva conservata e offerta agli dei. Gli antichi popoli consideravano la barba un simbolo di potere.
Si sono rinvenute valve di conchiglie affilate che molto probabilmente servivano a tagliare la barba. Il rasoio più antico è anatolico e si trova al Louvre, un coltellino in bronzo dalla punta ricurva. Insomma ogni epoca ha avuto i suoi rasoi, come pure le sue forbici per barba o capelli.
Nell'antichità il popolo che aveva il culto della barba era quello Assiro e poi Babilonese. Portavano lunghe barbe ricciole scurite e lucidate con oli profumati. In occasioni speciali usavano poi polvere d'oro o d'argento.
L'atto di radersi è più antico della storia stessa. Ancora prima della nascita del rasoio, i peli facciali venivano probabilmente rimossi utilizzando due conchiglie come pinzette per estirparli, o impiegando frammenti di pietra tagliente (come la selce o l'ossidiana) o d'osso per tagliare la peluria indesiderata.
Attorno all'XI secolo, il Sacro Romano Impero iniziò a considerare le barbe lunghe e i capelli lunghi un simbolo di paganesimo, invitando i bravi Cristiani a radersi la barba e a tagliarsi i capelli.