Domanda di: Marzio Battaglia | Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2023 Valutazione: 4.1/5
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E fu ucciso mentre sporgeva il collo dalla lettiga, quando quello che trascorreva era il suo sessantaquattresimo anno. E, per ordine di Antonio, tagliarono la sua testa e le sue mani, con le quali aveva scritto le Filippiche.
Cicerone tentò di fuggire verso la Grecia. Ma il suo viaggio si fermò a Formia, dove fu ucciso dai sicari di Marco Antonio nel 43 a.C., quando aveva 63 anni.
Nel 43 a.C. due sicari fermarono una lettiga nei pressi del porto di Gaeta. Trasportava un uomo di quasi 64 anni, il più grande oratore romano e ultimo difensore dell'antica repubblica. Il suo nemico Marco Antonio ne aveva ordinato l'assassinio.
Dopo la morte di Cesare (44 a.C.), si schierò con Bruto e osteggiò Marco Antonio. Ciò gli provocò il risentimento di Antonio che, dopo la costituzione del secondo triumvirato con Ottaviano e con Lepido, lo fece uccidere da alcuni sicari, nel 43 a.C., presso la sua villa di Formia.
Clodio fece pagare a Cicerone la copa di aver condotto processi sommari contro i catilinari. Nel 58 Clodio lo fece condannare perché aveva mandato a morte dei cittadini romani senza l'iter dell'assenso popolare. La pena consistette in sedici mesi di esilio in Grecia.